Me, Myself and I

<< Scandal is Gossip made tedious by morality. >>



Katherine
Adora atteggiarsi da cretina. Adora parlare da cretina. Adora far credere agli altri di essere cretina.
Emotiva. Estroversa. Asociale. Gelosa delle PROPRIE cose. Sicura dei suoi principi. Strana. Che cade facilmente in depressione. Capricciosa. Ipocrita che odia l'ipocrisia. Che vuole sentirsi dire in faccia quando ha fatto una cazzata perchè non se ne fa niente della compassione. ...e troppo pigra per scrivere qualcosa di sensato su di lei.

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lunedì, 04 febbraio 2008


~Photofiltre Lab

Photofiltre Lab -Click

Ho deciso di riaprire il photolab =P
L'avevo "chiuso" perchè mi preoccupavo del fatto che non avevo tempo per aggiornare...
ma del resto chissenefrega?
mica è un obbligo, no? o.o
e poi mi serve un posto dove tenere i miei lavori XD...
e per ora non ho voglia di leggermi guide su guide per farmi un portfolio...
quindi vada per il blog grafico =P

argh, non mi ricordavo che postare, organizzare [...] un blog fosse così stancante @.@
ho cominciato alle 17.00  e senza accorgermene erano già le 20.00!

ah e poi sono assai soddisfatta del template *ç*
penso che lo userò anche per questo blog.. ma quando avrò voglia/tempo di fare xD
dire che oggi ho fatto anche abbastanza U.U

fino a mezz'ora fa stavo parlando con mio padre riguardo ad hitler...
ogni tanto faccio caso alle robe che guarda e mi sono accorta di una cosa: oltre a films di guerra [che adoro pure io xD] non fa altro che guardarsi documentari su hitler, mussolini e tutta quella gente lì!!
alllora gli faccio
<<pà, ti affascina hitler?>>
<<sì>>
<<ma è un pazzo!>>
<<sì,m a gli andava dietro mezzo mondo>>
...

questa cosa mi ha fatto riflettere...
ora che ci penso il nazionalsocialismo è entrato in politica legalmente...
e hitler aveva veramente l'appoggio di mezzo mondo...

se ci si riflette un momento ci si accorge di come la cosa sia veramente sconcertante...



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venerdì, 12 ottobre 2007


Primo articolo che ho intenzione di far pubblicare =P

~Il liceo?! Gli anni migliori della vostra vita!

Si dice che gli anni di liceo siano i migliori della propria vita.
Si sa: cose nuove, gente nuova, identità nuova e blah blah blah ma, soprattutto, al liceo si fanno scemenze nuove!
Già, quel periodo quinquiennale di convivenza forzata con gente che vi considera solo quando ne ha bisogno ma che (ahimè!) un domani vi ritroverete a sentire la mancanza.
Quella gente che vi calcola come i poveretti di turno, che vi rivolge la parola solo quando vi chiedono se fate da vittima sacrificale per la prima interrogazione o che vi ferma per le scale chiedendovi le versioni la mattina.
Sì, perchè alla fine di tutto [poi magari qualcuno alla fine ci arriva un po' dopo mah oh! c'est la vie!], nonostante i "teniamoci in contatto!" piuttosto che "non perdiamoci di vista" di circostanza, vi mancheranno i momenti brut... belli! passati insieme...!
Quando mai vi ricapiterà di spettegolare dei quattro bast.. ehm: pifferi! che hanno preso quel tanto agoniato 8 in scienze copiando?! O quando ancora nella vita vi salteranno i nervi nel vedere gente che arriva la mattina con le Pinko-bag e chiede spudoratamente in prestito il pataccone di filosofia?!
In altre parole: pensate forse che un domani un nutella-party abbia lo stesso sapore senza prima aver preso un 3 in latino?
E il giocare a freccette con le foto dei prof mentre si usano quelle quattro formule di fisica [in modo veramente utile] per colpire i bersagli?!
Ah! per non parlare del maledire il proprio ragazzo per avervi tradito con la vostra migliore amica [un classico!]
Insomma, situazioni da nulla che un domani potrebbero richiedere l'ausilio di un avvocato divorzista piuttosto che dello zio plurimiliardario a che vi tiri fuori da prigione per aver... [non ha importanza]. Purtroppo, signori miei, questo è il liceo.
E, credetelo o no, vi mancherà un giorno!
Una giungla dove gli animali più grossi, mangiano quelli più piccoli.
Dove non sempre la giustizia regna sovrana.
Cosa fare per sopravvivere?!
Semplice, non farsi mettere in piedi in testa da nessuno!
Perchè passare i compiti non vi renderà migliori di prima agli occhi altrui.
Perchè il bene della classe non per forza significa rimetterci tutte le volte.
E proprio perchè la vita al liceo è un inferno, vale la pena godersela in ogni sua sfumatura!

ps: ogni riferimento a persone, cose o fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Katherine


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mercoledì, 08 agosto 2007


hihi, alla fine ho scritto un seguito XD
mi è venuta in mente ieri quando mi è tornato in mente Marie Antoinette XDD
che dire? have a nice reading!

Genere: Fanfic- Comico/Demenziale -Romantico
Serie: Harry Potter
Personaggi: Draco Malfoy ~ Blaise Zabini ~ Hermione Granger ~ Daphne Greengrass
Note: // me lo lasciate un commentino?

~Le protezioni? Sempre!
("Vita di coppia"- Capitolo 2)

“Blaise...” -mormorò il ragazzo biondo dagli occhi grigi rivolgendo uno sguardo atono all'amico, un affascinante Slytherin dai capelli corvini e lo sguardo smeraldo intento ad ammirare lo splendore dei suoi denti perlacei davanti ad uno specchio che stringeva deciso fra le dita affusolate.

“Sì?” -rispose, degnando l'amico di uno sguardo annoiato poiché se Draco Lucius Malfoy pronunciava il suo nome con un tono di voce senza segno di vita avrebbero parlato di una sola cosa: Hermione Jane Granger.

“Abbiamo fatto sesso.” -disse l'altro, continuando a tenere le iridi argentee fisse sul fuoco incandescente del camino acceso che emetteva scintille dorate, come gli occhi della sua lei: la donna che aveva scelto per stare al suo fianco. -”Tu e Daphne?”- “no”- “ e allora dove sta il problema?” -chiese Zabini cominciando a confrontare il bianco dei suoi denti con quello di una perla raffinatamente lavorata e importata direttamente dal Giappone. La vittoria era scontata: la lucentezza di quella preziosità non era niente in confronto a quella dei suoi canini.

“E' in ritardo, Hermione è in ritardo.”- rispose arrivando al punto. Una vena aveva cominciato a pulsargli sulla tempia marmorea: Draco Lucius Malfoy, nelle cui vene scorreva oro colato, era visibilmente sconvolto.

Con tutta l'eleganza che solo lui poteva a avere, Blaise posò lo specchio sul tavolino in legno finemente lavorato in stile vittoriano vicino alla sua poltrona preferita, di pelle nera, e si alzò con la classe e la raffinatezza che gli avevano insegnato fin da bambino, per poi rivolgere uno sguardo al suo amico e avviarsi nella loro stanza.

Entrambi vi entrarono, dopo aver attraversato la sala con portamento altero, ignorando in un modo spudorato che solo loro potevano fare le tante ragazzine che seguivano con sguardo sognante ogni loro singolo movimento, incantate da tanta grazia ed eleganza nel compiere anche solo i gesti più semplici.

“Spiegati”- ordino Blaise ad un Malfoy stanco che aveva preso posto su una poltrona in pelle bordeaux, un regalo di sua madre.
Draco lo fissava, non più col suo solito sguardo fiero, di sfida, ma con occhi provati, fissi su un punto indefinito della camicia che fasciava il petto scolpito di chi gli si parava davanti, preoccupati e allo stesso tempo sconvolti.
Quando finalmente si decise a parlare, chiuse gli occhi e reclinò il collo appoggiandosi comodamente sulla poltrona mentre le sue lunghe dita da pianista avevano cominciato a stringere i braccioli.
“Ieri doveva avere il ciclo, ma non ce l'aveva.”- “e quindi?”- “come sarebbe a dire e quindi?”- “fammi capire, tu credi che lei sia...” chiese Blaise, cominciando a sudare freddo dal suo metro e novanta per poi allentarsi la cravatta.

“Esattamente”- “ma voi... cioè, tu..”- “uso protezioni? Mi sembra ovvio, cosa credi? Però c'è stata una volta, qualche settimana fa e ... ora è in ritardo... Blaise, sono preoccupato, seriamente.”- “sì, credo di aver capito la situazione. -commentò l'amico, ormai appoggiato al muro tenendo le braccia conserte -ma non hai considerato la possibilità che sia un semplice ritardo? Cioè, lo stress e tutto il resto, dopotutto siamo sotto esame e...”- “certo che ci ho pensato! Ma questa volta ci sono grosse possibilità. E poi oggi ho sentito casualmente Pansy che diceva a Daphne che è da un po' di giorni che qualcuno vomita al bagno delle ragazze, al secondo piano... senza contare che ultimamente Hermione è intrattabile: una volta è contenta e l'attimo dopo mi schianta!”

“mmm... secondo me, e lo spero, sono paranoie, ma per sicurezza ti consiglio di prepararti mentalmente all'idea di.. sì, insomma, ci siamo capiti...”- “che cosa?!”- “hai capito: comincia a prepararti all'idea di cambiare pannolini e robe così”- “stai scherzando spero! Non è divertente”- “lo credo bene. Ma qui quello che si è divertito a fare del sesso non sicuro sei tu, quindi ora prenditi le tue responsabilità.”

“no, porca miseria, è un incubo! Cioè cazzo, ho diciassette anni, non sono pronto per mettere su famiglia e tanto meno così. No, io ed Hermione dobbiamo chiarire questa faccenda, al più presto.”- “ah, e cose pensi di fare?” -chiese l'amico, guardando la sua figura riflessa allo specchio: non avrebbe mai immaginato che Malfoy avesse una simile rarità nella sua stanza.

Uno specchio in grado di riflettere le figure sotto tre luci diverse: una con la luce del mattino, una del pomeriggio e una della notte: ottimo per provare i vestiti!

“oggi dobbiamo pomeriggio dobbiamo vederci al lago, le parlerò lì”- “eh? Mmm.. ah sì, buona fortuna” -disse l'altro che aveva cominciato a curiosare nel guardaroba del suo amico- “tu vieni con me”- “ah sì... -rispose, ammirando una camicia bianca cucita da un famoso stilista. Anche se era stata fatta per Draco, sarebbe andata bene anche a lui, senz'altro! Perfetto, glie l' avrebbe chiesta in prestito alla prima occasione -no aspetta, che cosa?!”- “tu vieni con me”- “che? E perchè di grazia?” - fece lui, posando delicatamente il tesoro trovato sul letto a baldacchino e inarcando il sopracciglio col suo fare snob da far capitolare qualsiasi essere femminile sulla faccia della terra- “perchè così è deciso”- “no aspetta, frena -disse in tono serio- mmm... possiamo contrattare” -esordì fissando il capo d'abbigliamento per poi rivolgere un altrettanto sguardo complice al suo compare- “allora è deciso.”



“Draco!” -lo chiamò lei, vedendo il ragazzo steso, sul prato verde, mentre fili d'erba e gocce di rugiada gli accarezzavano i dolci lineamenti albinei.

Corse verso di lui, stringendo i suoi soliti tomi polverosi, incurante delle gocce fresche che le bagnavano il mantello, mentre il fresco vento del pomeriggio le sollevava i ricci, ribelli come sempre, resi ancora più intrattabile dall'umidità creatasi in seguito al violento temporale del mattino.
Si sedette vicino a lui, gli sollevò il capo per accoglierlo nel suo grembo e cominciò ad accarezzargli i biondi fili d'oro.
Draco adorava quando lei lo accarezzava, gli ricordava l'amore materno che raramente aveva ricevuto da Narcissa, la donna che lui amava e più di qualunque altra e che, vincolata da dure leggi dettate dal sangue che le scorreva dalle vene, raramente gli aveva dimostrato l'immenso amore che provava per lui.
Aprì gli occhi, invadendo con le sue iridi argentee quelle dorate di lei, poi prese a parlare, finalmente.
“Hermione, qualunque cosa sia, fai in modo che sia maschio, usa la magia, trasfigurazione o altra cosa sia in tuo possesso, voglio che sia maschio!”

“che cosa?!” -penso mentalmente Blaise, che aveva assistito alla scena da sopra, essendosi nascosto dietro l'albero millenario su cui erano appoggiati i due: se Malfoy aveva bisogno di supporto morale non c'erano bisogno di tanti salamelecchi: lui non avrebbe avuto niente da ridire! Una sana ficcata di naso nelle faccende altrui non faceva mai male! A maggior ragione se il tutto avrebbe arricchito le sue finanze, dal momento che suo padre si era rifiutato di fornirgli altri fondi per soddisfare la sua voglia di fare shopping.
Eh sì, come avrebbe potuto Blaise Zabini non prendere la palla al balzo e aprire scommesse nella casa Slytherin alle spalle del purosangue più chiacchierato del momento?
Ovviamente era una cosa puramente d'élite. Chi non aveva un cospicuo conto in banca, non avrebbe saputo niente della faccenda...
“ho sentito bene?! Draco ha detto che lo vuole maschio!” -mormorò Pansy trattenendo a stento le risate- “già, che idiota... scommetto 5.000 galeoni che la Granger gli molla uno schiaffo” -fece invece la Greengrass- “io dico che invece non ne sa niente, Hermione non può essere incinta!” -ribatte invece Harry che si era portato appresso i Weasley per due: un insulto a quell'incontro elitario! Ma del resto, se non ci fossero stati, addio orecchie oblungue! - “no zitti, zitti! Ora Hermione risponde!”

“Cosa?” -chiese la ragazza inarcando il sopracciglio tra l'allibito e il divertito- “Mi hai sentito: lo voglio maschio, altrimenti lo diamo in pasto ad un drago!”-rispose lui, alzandosi bruscamente per guardarla in faccia- “ma si può sapere di cosa stai parlando?”.
Tsk, ha pure il coraggio di mentire la signorina! Ma ora le avrebbe detto le cose chiaramente Draco, nessuno e tanto meno nessuna poteva prenderlo in giro sperando di passarla liscia!
“Non far finta di niente, so benissimo che sei incinta”.

Ecco, era riuscito a dirglielo, dopotutto non era stato poi così difficile! Era solo una parola del resto!

Incinta.

Questa parola rimbombava nella testa di Hermione come scoppio di cannone.
Lei era... no aspetta, che cosa avrebbe dovuto essere?!
Lentamente, elegantemente e calmamente si alzò, estraette la bacchetta dalla manica del suo mantello ormai bagnato dall'umidità del terreno e, come se fosse la cosa più normale del mondo, schiantò Draco Lucius Malfoy.

“MA TI è DATO DI VOLTA IL CERVELLO?! io.. incinta?! Ma sei scemo?! Come ti è venuta in mente un'idea tanto... grr.. stupida!”- gli urlò, livida di rabbia, tenendo ancora la bacchetta puntata contro di lui- “non fare l'ingenua, so che lo sei.”- risposte lui, alzandosi goffamente.


“ouch, che insulto alla classe! Io toglierei 10 punti alla nostra classe per come si è rialzato...” -commento Daphne sistemandosi i capelli con un colpo di bacchetta: l'umidità era davvero fastidiosa!- “già, che insulto alla nostra casa! Dopo gliela facciamo pagare” -risponde Blaise facendo una smorfia.


“ok, calmati Hermione, va tutto bene, va tutto bene- si disse tra sé e sé la grifondoro, cercando di riprendere la calma mentre si massaggiava la tempia- “fammi capire, perchè pensi che io sia incinta?”.
“Ultimamente sei intrattabile. Come ora: prima sei di buon umore e poi, come se nulla fosse mi schianti!”- “beh, se te ne esci con uscite del genere mi sembrerebbe il minimo!”- “non è la prima volta...”- replicò lui, massaggiandosi una mascella- “ah, perchè secondo te vestire Neville come Madama Rosmerta nella sala grande è un sano divertimento no?”- “sì”- “beh, la pensiamo diversamente”- “e poi ieri non avevi il ciclo.”-riprese lui... - “prego?!”- “ho detto che ieri non avevi il ciclo!”- “e quindi?”- “sei in ritardo, senza contare che da un po' di tempo c'è qualcuno che vomita nel bagno al secondo piano.”

Ok, questo era troppo, veramente troppo. Non poteva schiantarlo, no, troppo semplice!
Hermione Jane Granger, scaricò tutta la rabbia e frustrazione aveva in corpo in uno schiaffo che andò a posarsi poco delicatamente sulla guancia diafana del ragazzo che ne rimase sconvolto.

“Sì, ho vinto 5.000 galeoni” -esclamò trionfante Daphne.

“Fammi capire tesoro, sai in che mese siamo ora?” -”Marzo” -”E quanti giorni ha febbraio quest'anno?”

”opporca...”
No, non poteva essere, era... era... no, era uno scherzo.
“Bene tesoro, allora io vado, ci vediamo, evidentemente non stasera.”- gli disse lei, per poi posargli un casto bacio a stampo sulle labbra e filare via.

Tornando in sé, Draco si voltò verso l'albero.

“Blaise, non una parola sull'accaduto.”- “certo fratello, contaci!” -rispose l'altro con un ghigno stampato sulla faccia che si trasformò in una smorfia in seguito all'essere stato schiantato ed essere finito sul lago nero. “Questa è l'ultima volta che ti arricchisci alle mie spalle, fratello.
Allora Daphne, quanto mi spetta?”- “2500 galeoni, era un fifty-fifty no?”- rispose la ragazza uscendo dal nascondiglio -“esattamente”

“No, fatemi capire: tu lo sapevi?!” -chiese Blaise sconvolto riemergendo dal lago, mentre i vestiti bagnati mettevano in risalto il suo corpo scolpito- “già...”- “Daphne, sei stata tu?”- “Altrimenti chi altri scusa?” -fece la ragazza con un sorriso innocente che le si increspava sulle labbra sottili-
“ah ah, touché!”





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giovedì, 02 agosto 2007


Genere: Fanfic -romantico/comico
Serie: Harry Potter

Personaggi: Draco Malfoy ~ Hermione Granger
Capitoli: // One-shot
Note: scritta intorno alle 23.30 di ieri sera e rivista stamane XD..
lol ultimamente sono per la scrittura...
non è niente di che, ma critiche commenti et similia sono sempre ben accette! =P


Vita di Coppia.

Capito 1- Alla ricerca di fondi.


Nuova e bella giornata si prospettava ad Hogwarts quella mattina.

Il sole splendeva in cielo, Piton era finalmente riuscito a trovare la soluzione per una pozione che generava una colla in grado di tenere buono il suo parrucchino per un mese e Gazza ancora non si capacitava dell'idea di aver passato una notte intera di passione con la sua gatta ballando il tip-tap.

Cos'altro si poteva desiderare?!

Sarebbe senz'altro stata una giornata meravigliosa.

Tuttavia, non era dello stesso avviso un affascinante giovane Slytherin che, nel cuore dei sotterranei, dall'alto del suo metro e novanta, fissava ancora incredulo il volantino che gli era stato consegnato assieme alla sua copia della Gazzetta del Profeta.


E quella che roba che cazzo era?

No, ci doveva essere un sbaglio.

Non poteva essere così. Sarebbe scoppiato un putiferio se lui fosse venuto a sapere.

No, Draco non ne sarebbe mai venuto a sapere.


"Qualcosa di nuovo Blaize?" -chiede un ragazzo biondo dai delicati lineamenti albini uscendo dalla sua stanza, ormai completamente fasciato in modo impeccabile dalla divisa cucitagli su misura.

"Niente Dra, le solite cose -rispose prontamente Blaize. Se mentire era un'arte, a lui riusciva davvero molto bene -comunque grazie per avermelo chiesto, buona giornata anche a te" -continuò ironico.

"Evita per favore, oggi non mi sento dell'umore" -tagliò corto il Caposcuola Slytherin.

Draco Lucius Malfoy, l'ultimo dei Black e dei Malfoy, nelle cui vene scorreva un sangue così puro da essere paragonabile allo'oro.


Con le spalle tirate indietro e lo sguardo fiero fisso davanti, il Caposcuola Malfoy, il più temuto e odiato di tutta la scuola, attraversava i corridoi di Hogwarts con ampie falcate, senza far caso alla massa informe di studenti che prontamente si tirava indietro ai lati per evitare di andargli addosso.

Un Malfoy non guardava mai nessuno in faccia, dovevano essere gli altri a fargli spazio, non il contrario.

Questo gli avevano insegnato e questo era uno dei pochi privilegi rimasti a cui non avrebbe mai rinunciato.


Arrivato all'imponente portone spalancato che gli si apriva davanti, entrò senza esitare, dirigendosi come ogni mattina al lungo tavolo in legno di quercia della sua casa.


"Buon giorno Dra" -"sì... ciao"- rispose distrattamente prendendo posto vicino alla Greengrass.

La sua attenzione era stata catturata da tutt'altro.


La vide fare il suo ingresso, scortata dai Weasley per due: la donnola e la Weasley femmina.

Sorrideva stringendosi al petto uno dei tomi presi in prestito dalla biblioteca.

Eccola, finalmente si è decisa a guardare dalla sua parte.

Lei gli sorride, strizzandogli allegramente uno dei suoi occhi ambrati.

Lui non risponde, si limita a fissarla.


"Insomma Dra, mi stai ascoltando?"-domanda la Parkinson per l'ennesima volta cercando con lo sguardo l'appoggio di Daphne, Daphne Greengrass.

Una delle ragazze più affascinanti che Hogwarts abbia mai avuto sotto il suo tetto.

Una giovane bionda purosangue dagli occhi smeraldo, un fisico snello e slanciato e che, cosa paragonabile al sogno erotico di qualsiasi studente maschile sulla faccia della terra, amava il Quiddich!

Perfetta, non trovate anche voi?

Una sola pecca: era fermamente convinta di voler arrivare vergine al matrimonio.


"Sai Dra? E' una vera fortuna che tu sia quello che sei.

La nobile educazione che hai ricevuto ti conferisce quel minimo di dignità che ti blocca dal metterti a sbavare senza ritegno, cosa di cui mi vergognerei a morte se fossi al posto tuo. Senza contare che mi darebbe parecchio fastidio starti a fianco in una circostanza simile."

Lui non rispose, si limitò a sorseggiare il suo caffè.


"Senti un po', almeno le dedichi un po' di attenzioni? conoscendoti saresti capace di chiamarla solo quando vuoi portartela al letto" -domandò sorniona la bionda sfogliando svogliatamente una rivista di moda.


Ancora nessuna risposta, nonostante anche la Parkinson questa volta alzò lo sguardo interessata.


"Alla Granger dico.."-la bionda non demorde.

"So benissimo a chi ti stavi riferendo" -sta volta risponde, ma secco, troncando il tutto sul nascere.

"Uff, come non det.." -"Buon giorno a tutti... Ragazze ..." -sottolineò Zabini accennando col capo un lieve inchino -"oh, ciao Blaize" -risposero in coro le due.


"Senti, per caso oggi hai il Profeta? Dicono che questa mattina ci sia qualcosa di interessante. Un qualcosa che ha suscitato molto scalpore. Pare che sta volta sia coinvolta una studentessa!"

Non c'erano dubbi. Se ad Hogwarts doveva esserci una Gossip Queen, quella doveva essere senz'altro Pansy Parkinson.

"no Pansy, oggi no" -risponde secco l'affascinante giovane prendendo dalla borsa uno dei suoi biscotti integrali.


Svelta, camminava per i corridoi, alla volta della torre Gryffindor.

A testa alta e con lo sguardo fiero saliva le scale mentre nessuno si accorgeva della fatica che faceva a portare la borsa in pelle ricolma di libri che ormai si portava avanti e indietro ormai da anni.

A passi corti ma veloci attraversava un piano dopo l'altro, fino a quando qualcosa non arrestò il suo camminare.

Bruscamente, la mano che fino a qualche secondo prima l'aveva stretta con forza, le prese la borsa, liberandola dalla morsa quasi ferrea.


"Lascia, faccio io"-fece bruscamente il ragazzo precedendola.

"Beh, se speri che ti sia grata più di tanto sei fuori strada. Portarmi quella borsa sarebbe il minimo da parte tua" -risponde lei, Hermione granger, con tono leggermente acido a lui, Draco Lucius Malfoy che, fino a prova contraria, era il suo fidanzato.

Lo raggiunse, mettendo il broncio per poi ricevere un misero "hn" come risposta.


"Buon giorno anche a te Tesoro, mi fa piacere che anche tu mi chieda come IO stia..." -comincia ironica la ragazza.

"Hai finito? Ma che diavolo avete tutti oggi? Sei più petulante del solito" -rispose secco l'altro.

"Che cos'hai detto?! Io petulante?! Come osi?! Tu, brutto lurido, viscido, schif... -il resto della parola le morì in gola poiché lui, prontamente, le tappò letteralmente la bocca baciandola a tradimento - ... e bello, e dolce, e affascinante e..." -"ecco, così fa meglio" -fece lui non distogliendo lo sguardo dai suoi occhi ambrati.

Divertito, ghignò, osservando il rossore che si era formato nelle gote di chi gli stava davanti.

"Bene siamo arrivati. Tesoro, io ho dimenticato una cosa in camera, ci vediamo in cortile" -le disse, prima di darle un casto bacio a stampo per poi sparire nel fondo del corridoio.


Hermione stava ancora allegramente chiacchierando coi suoi amici mentre aspettava Draco per andare a Hosgmade insieme quando Blaize, finalmente, si decise a prenderla in disparte per chiarire quella faccenda una volta per tutte.


"Allora, cosa c'è di così urgente che non può attendere? Riguarda forse Draco?" -"No. Cioè, forse... comunque, il fatto è che..."


Non fece neanche in tempo a concludere la frase che la voce di una Pansy Parkinson sconvolta lo interruppe, lui e tutto il resto dei presenti.


"Blaize ti prego vieni! Draco è impazzito! Si è messo a schiantare studenti uno dopo l'altro in sala comune, ti prego vieni!"


Tutti quindi, nello scompiglio generale creatosi, si diressero nei sotterranei.

Chi per assistere a una scena del rampollo dei Malfoy che dava in escandescenza (vedere Malfoy che dava di matto era un evento più unico che raro) e chi per... beh, c'era forse dell'altro?


Più si scendeva e più le urla che si udivano sembrava strazianti.

Che avesse cominciato a darsi anche alla tortura?!


Quando, dalla porta degli Slytherin uscì un Draco Malfoy con un volto rilassato e nessun capello fuori posto, i più capirono: la fine era arrivata: sta volta era incazzato nero.

In un batter d'occhio, la folla creatasi si eclissò e rimasero Pansy e Daphne sconvolte, non avevano mai visto Malfoy con un'espressione del genere, un Blaize Zabini che architettava la fuga in Siberia e una Hermione Granger che lo fissava, senza nessun pensiero particolare che le balenasse in testa.


Finalmente, si decise a parlare.

"Tesoro, spiegami un po' la storia del tuo calendario in Bikini..." -chiese lui col tono più tranquillo che aveva.

Dalle sue spalle, con la porta Slyterin spalancata, si poteva vedere un mega poster appeso al camino della loro sala comune che raffigurava la dolce caposcuola dei Gryffindor in una posa poco casta e con pezzi di stoffa che le coprivano solo l'indispensabile.

Ormai era fatta, era impossibile negare.

"Ah, quello! -rispose Hermione angelica. -sai com'è, mi servivano fondi per il C.R.E.P.A e.."

"MA TI è DATO DI VOLTA IL CERVELLO?! seguimi" -fece lui, prendendola bruscamente per un braccio.

La stringeva così forte e le faceva persino male, ma a lei non importava, forse stavolta l'aveva fatta proprio grossa...


Arrivarono in cortile, dove ormai si era accalcata un mare di gente per farsi spiegare le ultime novità riguardo all'accaduto.

I due si fecero strada fino al centro senza problemi.


"Ora ascoltatemi, tutti voi.

Guai, e dico guai, se becco uno solo di voi ragazzi o animali -rivolgendo un'occhiata a Paciock- o qualsiasi altro essere vivente di sesso maschile con un calendario della mia ragazza in bikini.

SONO STATO CHIARO? se vi becco o anche solo ne sento una voce, vi giuro che vi castro personalmente" -detto questo, la riprese per un braccio, ritrascinandola a scuola..

"hey, ma dove mi stai portando ora?" -chiese allibita la ragazza.
"Visto che hai molta voglia di spogliarti, fallo per me, me lo devi..."

"Che cosa? starai scherzando spero" -"Per niente" -"Ma scusa, per colpa tua la mia associazione non ha più fondi e io dovr... -per la seconda volta, in quella giornata, aveva ricevuto un bacio a tradimento che le tappava letteralmente la bocca facendole morire le parole sul nascere...





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venerdì, 13 luglio 2007


ok, l'ho scritto XD
dopo due anni che non scrivo un cacchio l'ho fatto, ci sono!
l'avevo comiciato ieri sera tra un guardare i forums e l'altro XD
e l'ho finita ora, sempre tra un guardare siti e l'altro.

~Fallen Angel.

Genere: Fanfic -romantico/ sentimentale XDDD
Serie: Harry Potter
Personaggi: Draco Malfoy ~ Hermione Granger.
Capitoli: // One shot.
Note: Non è niente di particolare, nuovo o originale...
probabilmente è una storia che avrete letto più volte, ma ve la riprongo.. XD *a modo mio*
ps. le parole sottolineate sono così perchè questa è ancora una sottospecie di bozza XD quindi non ho ancora trovato come rimpiazzarle.

Eccomi qui, per l'ennesima sono stata sua, mi sono fatta prendere, di mia sponte.

Ancora una volta mi fa sentire di essere l'unica, la sola ai suoi occhi.

So che non è vero e non lo sarà mai, ma me lo fa credere e io voglio credere di essere l'unica pur sapendo che non lo sono.

Mi sorride, spostandomi dolcemente una ciocca di capelli via dal viso.

Gli sorrido a mia volta, rituffandomi nel profumo della sua pelle.

Adoro il suo aroma fresco e travolgente.

Quando è successo la prima volta giurai a me stessa che non sarebbe più accaduto.

Però accadde per una seconda, una terza e ... ormai non tengo più il conto.

Non so perchè lo faccio, non so come faccia ad ammaliarmi con un solo sguardo, ma so che mi piace.

Solo sesso? Forse.

Amore? No di certo.

Allora cos'è?


Persi le ali per la prima volta durante Halloween.

Avevo bevuto pur sapendo di essere astemia. Ron e Lavanda stavano pomicciando davanti ai miei occhi per l'ennesima volta senza il minimo pudore. Lo trovavo disgustoso.

Mi avvicinai al bancone: ¾ di Vodka e ¼ di succo d'ananas, una cazzata micidiale.

Da lì tutto ebbe inizio.

La testa cominciò a girarmi, lo stomaco a impazzire: dovevo uscire a prendere aria.

A fatica riuscii a dirigermi fuori.

Era una fredda nottata e io avevo dimenticato il cappotto.

Non c'erano stelle in cielo, solo nuvole. L'unica illuminazione proveniva dalle vetrate della sala grande.

Il freddo era pungente, lo sentivo penetrarmi nella carne, sorpassarmi le ossa. Stavo letteralmente morendo di freddo quando lo vidi. Stava fumando una sigaretta, impassibile, con la sua solita postura altera.

Mi fissava coi suoi occhi di ghiaccio mentre un sorriso gli increspava le labbra.

“Cosa c'è Granger? Ogni occasione è buona per far prendere aria al cervello da mudblood?” -”evita Malfoy. Non sono dell'umore per...”

Svenni.

Non mi reggevo più in piedi.


Ad un tratto venni avvolta da un odore forte odore, fresco e mi sentii sollevare da terra.

Non ricordo esattamente la dinamica, ma attraversammo mezza scuola, scendemmo nei sotterranei, entrammo in quella che probabilmente era la sala comune dei Serpeverde e in una stanza, la sua.

Mi mise sul letto.

Senza neanche pensarci mi accomodai, cercando, seppur intontita, di coprire quello che riuscivo col mio vestito, ma più ci provavo e più mi rendevo conto di quanta poca stoffa era a mia disposizione.

Sapevo che non sarebbe successo niente di buono.

Se stavo male perchè non mi ha portata in infermeria? Perchè nella casa dei Serpeverde? E soprattutto perchè nella sua stanza?

Cercavo di rialzarmi come potevo, aggrappandomi ad una delle colonne del suo letto a baldacchino in legno di cedro.


Lo sentì alzarsi dalla sua poltrona in pelle, lo sentii avvicinarsi e infine lo sentii davanti a me.

Mi fissava, divertito.

Ancora una volta mi sollevò e questa volta, mi baciò.

Un suo braccio mi stringeva ferocemente la vita, come un serpente che avvolge la sua preda.

Sentivo il suo petto davanti al mio, il suo cuore scandire battiti normali, a contrario dei miei che avevano aumentato la velocità.

Sentivo la sue labbra sopra le mie, morbide, delicate ma esperte.

Poco dopo scesero sul collo e ancora più sotto, senza fermarsi.


“Malfoy... che diavolo stai facendo?”-chiesi, anche se dentro di me sapevo che volevo che non si fermasse -”Che c'è Granger, devo forse farti il disegnino?” -”Per quale motivo?” -gli chiesi mentre di istinto gli portavo le braccia al collo -”perchè voglio portare all'inferno l'angelo custode di Potter, voglio vederlo soffrire, contorcere dal colore all'idea della sua amata in balia di me, del desiderio di me.”

Lo fissai un'ultima volta e poi lo lasciai fare.

Divenni sua, di mia sponte.

I giorni passarono, le ore scandivano i momenti delle nostre esistenze ma non il ricordo della nostra unione, di quando mi ha fatta sua.

Basta un suo sguardo, la sua mano su di me affinchè io perda la letteralmente la testa.

Mi reclama.

Col suo sguardo gelido dice chiaramente che mi vuole, mi desidera, adessso.

“Draco.... -cerco di sussurragli all'orecchio mi bacia aggressivamente il collo- forse noi.. non dovremmo più vederci”

“ah sì? Dammi una ragione valida”

“penso che tu stia monopolizzando la mia esistenza... “

“prego?”

“non permetti a nessuno di avvicinarmi, molti hanno cominciato a guardarmi storto e...” -mi chiuse la bocca con la sua improvvisamente, mi ha fatto male

“ora ascoltami bene mezzosangue. Tu sei mia, non permetterò a nessuno di avvicinarti perchè tu sei mia. Lo sei diventata dalla prima volta che sei stata a letto con me, dalla prima volta che mi hai cinto tra le tue braccia, quindi non azzardarti più a farneticare stronzate quando sei con me.. forse non te ne rendi conto, ma ti faccio notare che tu sei l'unica che può arrogarsi certe libertà nei mie confronti, quindi vedi di non farti togliere anche questa. Mi reputi stronzo? Possessivo? Viziato?
Sì, lo sono. Ma io ti bramo, ti desidero, ti voglio e questo l'unico modo che conosco per dimostrartelo.”

Questa volta sono io a baciarlo.

Sì, a modo suo mi ha detto che mi ama e io ricambio.

L'angelo ha perso le ali?

Chissenefrega di stare in cielo quando qui sulla terra posso avere il paradiso.



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sabato, 17 marzo 2007


~Associazione a delinquere!
ahhhh non c'è che dire, anche questa è stata una settimana molto densa!
domenica sono stata ad una sottospecie di concorso di bellezza... siccome ci partecipavano un po' di mie amiche ho fatto da spettatrice...
anche se alla fine non sapevo per chi votare, mi sono divertita molto ^^
...
vabbè, lunedì sono stata alla Scala e... niente, porco boia!... non mi meraviglia che sia il più importante teatro del mondo! a parte lo splendore della platea c'erano delle porte e degli specchi favolosi che mi snellivano (volevo prenderne uno ma penso che non mi sarebbero entrati molto facilmente nella borsetta XD) azz!....
la cosa lì, la performance l'ho trovata abbastanza noiosa... cioè, troppo pesante per me...
l'unica cosa a cui ho fatto caso è che il sedere del direttore d'orchestra sembrava proprio sodo! XD...
ah! e poi e poi...
niente, giovedì la prof di inglese mi ha praticamente costretta ad iscrivermi al Pet... io francamente non mi ci sarei neanche iscritta perchè ho così tanti sca22i per la testa che sostenere un esame non mi va proprio...
poi vabbè, anche se è una ca22atina sarebbe stato comunque meglio darlo in 3^ perchè porta crediti xD...
vabbè, amen... farò qualche esercizietto durante le vacanze di pasqua...
anche se sfogliando il libro con le simulazioni mi sono sembrate prove idiote....
vabbè, meglio non parlare prima dell'esame che magari finisce che butto via 70euro per una delle mie solite stupidate...

ieri invece mi sono messa con Erica a tradurre la lettere di Seneca...
o, giuro che se mi fa la versione su Seneca io mi butto giù da un ponte: non riesco a tradurre manco mezza frase!
cacchio, se con Cesare ho preso 4, con lui prendo 2! (ma perchè non si scende sotto il due...)
vabbè...per il resto niente, oggi le solite lezioni con la prof di italiano XD... e tra le perle di saggezza di oggi riporto questa voi spacciate per un'associazione alla Solidarietà un''associazione a delinquere!

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ps, ecco un esempio di ciò che combiniamo io e la Marta durante le ore di francese XD
ghghgh spero che nessuno in classe mia trovi mai questo blog!


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mercoledì, 21 febbraio 2007


Ebbene sì, ho deciso di sfornare una nuova storia.
Per ora non so ancora se ho intenzione di continuarla o meno, diciamo che è solo una bozza (quindi critiche & consigli mi farebbero comodo)
 eccola qui:

~Chatline

Capitolo 1.

[Probabilmente starai poltrendo a quest'ora, quindi ti scrivo un'email.
Come ben saprai (dal momento che sono tre mesi che te lo ripeto e ripeto e ripeto) oggi prenderò finalmente l'areo per andare in Giappone, non sei eccitato per me?! >.<
vabbuò non importa, lo sarò io per me XD (che frase stupida...)
Certo, dovrò presentarmi a tutte quelle stupide conferenze di mio padre ecc ecc... però chissà, magari troverò il momento buono per sganciarmi e andare a qualche concerto di artisti jpop.. che aspirazione superficiale ne?
poi ovvio, shopping, shopping e ancora shopping!! arggg, non vedo l'ora...
per il resto dai... ho voglia di fare così tante cose che non saprei neanche da dove partire.. probabilmente o le farò tutte male, o non riuscirò a trovarne neanche una...
vabbò, dai ora devo andare.
Ti mando un'email appena arrivo.
Stammi bene.
Rei.

ps: chissà, magari questa è la volta buona che ti incontro xD eh già, sarebbe una cosa bizzarra incontrarsi in Giappone anzichè qui a New York dove ci siamo scritti per molto tempo senza mai vederci...]

<<Rei, insomma vuoi sbrigarti? Se non ti muovi faremo darti all'aeroporto!>> -mi urla papi mentre l'autista carica le valige nella macchina -<<Sì, sto arrivando!>>- rispondo correndo -<<Ancora al pc?>> -<<all'incirca>>- <<non è una risposta coerente>>- <<ho solo finito di salutare degli amici>>- <<sai come la penso sulle relazioni virutali.>>- <<sì, sì...>>- ribatto annoiata, so che non dovrei rispondere così, ma ogni volta la stessa storia! E che diavolo, ho 16 anni e credo di essere abbastanza cresciuta e vaccinata per rendermi conto se la gente con cui chatto è maniaca o meno...

... e anche questa è andata!
In questo momento sono nell'areo che mi porterà in Giappone!
Non sto più nella pelle!!
Tra qualche ora metterò piede nella terra dei ... dei... già, terra di cosa? dei manga? delle tecnologie più avanzate?
Ora però questo ora non ha importanza, perchè ciò che più conta è che mettero piede nella terra dov'è cresciuta mia madre.

--2 ore dopo--

mmm... ma quanto dura ancora il viaggio?! cheppalleeee, non ne posso più.
Ho male ai piedi, ho male alla schiena e ho male alla pancia: evidentemente non dovevo mangiare quel gelato...
bah, vediamo se ho qualche email ricevuta va...

"oh, è lui."

[stupida, se avevi voglia di parlare bastava che mi chiamavi, tanto il mio numero ce l'hai.. e tanto con i soldi che ti escono dal popò un'intercontinentale non sarebbe stato un problema: tanto l'hai fatto altre volte! XD...
Comunque sia non eccitarti troppo: il Giappone non è tutto rose e fiori come te lo immagini.
E soprattutto, vedi di fare attenzione alle idiozie che potresti dire: qui non si è diretti come negli USA...
ah e un'ultima cosa: divertiti!

Eddy

ps. sarebbe proprio buffo se ci incontrassimo qua!]

to be continued...

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venerdì, 14 luglio 2006


Il mio incubo.



<< REIKO PER L'AMORE DEL CIELO ESCI DA Lì!!!! I pompieri domano le fiamme a stento e l'edificio sta crollando a pezzi!
TI PREGO: ESCI DA Lì!!!!>>
<< Sayuri io...>>- << Reiko!>>- <<lasciamo in pace, ti chiedo solo questo...>>- <<no CHE NON TI LASCIO! porca puttana APRI QUESTA PORTA!!!>>

"Il fuoco: elemento affascinante. Determina la fine di un'era e l'inizio di un'altra.
Una fonte indispensabile alla vita quanto mortale se usata in mani sbagliate.
Rosso, ardente, impetuoso e... dannatamente caldo.
Lo sento.
Sento il suo calore battermi incessantamente sulla pelle. Lo sento bruciare, dietro quella porta: so che arriverà, sta già arrivando.
E' questione di tempo, solo questione di tempo.
Sento le cellule del mio corpo impazzire, io mi sento impazzire!
Ma tra qualche attimo tutto questo avrà finalmente fine. E' solo questione di tempo".

<<lasciami stare te ne prego: prendilo come un mio ultimo desiderio prima di morire...>>
<<ma tu... CI PRENDI GUSTO PER CASO?!>>
<<già! ahahaahahah!!! non lo trovi paradossale tutto questo? Ho sempre detto questa frase come batttuta conclusiva di un mio film e devo dire che... questo è il migliore che io abbia mai girato!>>
<<tu sei pazza! NON SEI LA REIKO CHE CONOSCO! spiegami: COME TI SEI RIDOTTA COSì?!>>

"...COME TI SEI RIDOTTA COSì?!... COME TI SEI RIDOTTA COSì?...
merda, il calore mi sta proprio dando alla testa se mi stanno rimbombando in testa parole sensa senso."
<<rispondimi Reiko! PERCHè TI SEI RIDOTTA COSì? rispondimi e prometto che me ne vado... te lo giuro: me ne vado...>>

"...io... io...
...non lo so...
...sento... caldo... troppo caldo per rispondere... io non riesco a..."



<< Hey Reikooooo!!>>
<< cosac'è questa volta? se si tratta dei compiti d'inglese, sta pur cerca che non te li faccio copiare: è la quinta volta questo mese -__-">>
<< ma va! guarda qui: leggi il volantino!>>
<< è un concorso per diventare idols! e con questo?>>
<< beh?! non t'interessa neanche un po'?>>
<< affatto!>>
<< oh certo! una ragazza bella e ricca ragazza di buona famiglia come te non si abbasserebbe mai ad iscriversi ad un insulso e sozzo concor...>>
<< finiscila Sayuri, tanto non funziona! Tra poco abbiamo la maturità e non posso permettermi di perdere tempo...>>
<< ma dico stai scherzando? con i voti che ti ritrovi la passerai ad occhi chiusi!>>
<< forse...>>
<< eddai! solo il provino!!! please *-*>>
<< ho detto di no! E poi quel giorno non posso! Esco con Riuji!>>
<< e non potresti rimandare?>>
<< no>>
<< ma cavolo per una volta! Hai una vita meravigliosa, sei la luce dei tuoi genitori, degli insegnanti e perfino del cane del preside, stai col ragazzo più ammirato del liceo, tutti ti stimano e ti adorano: cosa ti costa fare una pazzia ogni tanto mettendo da parte la realtà?>>
<< uff... ma solo per questa volta -.-">>
<< certo certo *-* tanto dovrei solo scattarti delle foto! sai com'è, mi serve un bel voto in foto fotografia per avere qualche credito in più!>>
<< ah... e come al solito mi vuoi usare!>>
<< maddai!! siamo amiche no?>>
<< -..........-">>

... da quel giorno, la mia vita andò in frammenti...



<< Hey tesoro, non li mangi quelli?>>
<< no, prendili pure tu Riuji ^^>>
<< davvero posso? *-* ma non sono mica i tuoi preferiti scusa? E dire che li avevo ordinati appositamente dalla Francia per te... ma se non vuoi...>>
<< certo! serviti pure! sono tuoi!>>
<< ma io li avevo presi per te!... non sarà mica ancora quella storia della dieta vero?>>
<< beh... no: cosa dici? sono piena davvero! e poi, anche se non lo fossi non li mangerei comunque: quei così mi riempiono di calorie!!! >.< >>
<< ma se sei magra come un gressino!>>
<< infatti! e non voglio ingrassare!>>
<< non ho ancora capito perchè tu lo faccia... intendo, quel lavoro...
tu non hai bisogno di lavorare. Un giorno erediterai l'impresa dei tuoi genitori e con quei soldi potresti fare la mantenuta a vita!>>
<< è proprio per questo Riuji, quando arriverà quel giorno... io, il mio destino, la mia vita sarà segnata ed è per questo che cerco ora di divertirmi come qualsiasi altra ragazza ora che ne ho la possibilità...>>
<<ricorda che però il divertimento molte volte si rivela fatale...>>
<< cosa?>>
<< no niente. Dicevo: visto che non vuoi mangiarli con le buone, te li ficcherò in bocca uno per uno con la mia>> le sussurra tirandola a sè...
<< ma non dovevamo studiare?>>
<< definiscila pure.. pausa merenda! ^^>>
<< scemo!>>

In una buia stanza con le tende tirate, Reiko riapre gli occhi, si rialza e si direge in bagno per fare una doccia...

"ecco lo sapevo! non dovevo studiare con lui! Ultimamente ci sta prendendo troppo gusto -......-, bah gli uomini!
e io mi ritrovo le ossa rotte...
oh, fantastico.. e ora? di quanti etti sarò ingrassata?
non posso poprio con questo lavoro... ci sono!
basterò ficcarsi due dita infondo alla gola e il gioco è fatto...
sarà doloroso...
ma tanto è solo per questa volta!
e poi... sarà solo questione di attimi!..."

<<che cosa? 57 kg? ma non è possibile! è sicura che non abbia sbagliato? cioè, quella è la mia cartella? E' SICURA CHE NON SI STIA CONFONDENDO CON UN'ALTRA?!?!?!>>
<< no Reiko, sei ingrassata di 3 kg in questi ultimi mesi...>>
<< ma no, non possibile! io non posso essere ingrassata!>>
<< mettiti a dieta: non teniamo modelle obese>>

"mettiti a dieta. Modella Obesa"



Da quel giorno, raramente del cibo toccò le sue labbra...

<<riuji! sei qui finalmente! ormai pensavo non venissi più! Forza, vieni di là che voglio presentarti i miei nuovi amici!>>
<< Senti Reiko io non.. non posso più continuare>>
<< ma cosa stai dicendo? sarà sicuramente lo stress universitario! Forza, vai nell'altra stanza e cambiati... dovrei avere ancora dei tuoi vestiti in...>>
<< No, sto benissimo e non sono mai stato così lucido: voglio rompere>>

"voglio rompere"


<< capisco. E quale miglior giorno per dirmelo se non quello del mio ventunesimo compleanno dico bene?>>
<< no aspetta: io non volevo che...>>
<< che finisse così? ti prego: risparmiami questa frase, la conosco fin troppo bene.
Bene, sai dov'è la porta.>>
<< Aspetta Reiko ascoltami! tu non tocchi cibo da giorni ormai a credi che non sappia che vomiti tutto quello che mangi? Guardati: sei tutta pelle e ossa ormai. Hai bisogno di aiuto. TU SEI MALATA!>>
<<addio Riuji>>


"TU SEI MALATA. MALATA MALATA MALATA MALATA"



"sì, ho bisogno di aiuto!
HO BISOGNO DI AIUTO!
vi prego: AIUTATEMI...
il fumo... sto soffodando... non riesco a muovermi io.... mi sento crollare...
sento un forte rumore: un vetro rotto.
Lo vedo, qualcuno si sta dirigendo verso di me.
Riuji...
AIUTAMI! TI PREGO: aiutami!"

<< dottore, come sta?>>
<< è viva, ma per miracolo. Non so se sia più un miracolo che sia sopravvissuta all'incendio o al suo peso>>
<< e... possiamo vederla?>>
<< sì, ma non sforzatela troppo...>>

<< oh Reiko...>>
<< Sayuri, io mi sono ridotta così perchè sono malata e solo ora mi rendo conto che ho bisogno di aiuto>>

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che ve ne pare della mia fic?

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martedì, 18 aprile 2006


Dedicata a:
ca22i miei xDDD

E così alla fine abbiamo intrapreso strade diverse.
Nonostante questo, tu mi manchi.
So che del resto tra noi non c'era niente hce tu potresti definire importante ed è per questo che non mi faccio illusioni.
Tuttavia non posso però negare che tu mi manchi.
Mi mancano le tue frecciatine,
tanto i tuoi modi gentili quanto quelli dolci e gentili.
Mi manca il modo in cui pronunciavi il mio nome, lo riconoscerei ancora fra mille.
Mi mancano il suono della tua voce, l'odore che emani, il modo in cui ti vanti e quello in cui aggrotti la fronte al momento di una socnfitta.
Tu mi manchi, mi manchi terribilmente,
ma forse neanche te ne rendi conto...


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